Cosa intendiamo quando diciamo nel Credo degli Apostoli che Gesù discese all’inferno?

Nell’affrontare questa domanda, dobbiamo prima esaminare la parola inferno. Di solito, quando sentiamo la parola inferno, pensiamo immediatamente al luogo di dannazione eterna per coloro che hanno rifiutato Dio in questa vita e hanno commesso peccati mortali senza pentimento.

Tuttavia, nell’Antico Testamento, l’inferno (o sheol nei testi ebraici o hades nei testi greci) si riferisce al “luogo dei morti”. (È interessante notare che la nostra parola inglese hell deriva da un nome germanico per il luogo dei morti nella mitologia tuetica). Questo inferno era sia per i buoni che per i cattivi, i giusti e gli ingiusti. Era il mondo inferiore, una regione di tenebre. Negli scritti successivi dell’Antico Testamento, è stata fatta una chiara distinzione tra dove risiedevano i buoni all’inferno e dove si trovavano i cattivi, essendo i due separati da un abisso invalicabile. La sezione per gli ingiusti era chiamata Gehenna, dove le anime avrebbero sofferto il tormento eterno del fuoco.

(Gehenna era il nome della valle al confine tra i territori di Giuda e Beniamino. Qui c’era il santuario del dio pagano Molech, al quale venivano offerti sacrifici umani. Il profeta Geremia maledisse il luogo, denunciandolo come una “Valle del massacro” che puzzava di morte, decadenza e corruzione. (Cfr. Geremia 19:6ff.)

Il nostro Signore ha attestato questa comprensione dell’inferno come “terra dei morti”: Ricordiamo la parabola di Lazzaro, il povero mendicante, che sedeva alla porta dell’uomo ricco, tradizionalmente chiamato Dives (cfr. Luca 16:19ff). Lazzaro muore e viene portato nella “terra dei morti” (il testo originale greco usa la parola hades) e viene consolato in seno ad Abramo. Anche Dives muore e va nella “terra dei morti”; tuttavia, trova il tormento eterno, essendo torturato tra le fiamme. Dives vede Lazzaro e grida ad Abramo per avere sollievo. Abramo però risponde: “Figlia mia, ricordati che tu stavi bene in vita, mentre Lazzaro era in miseria. Ora lui ha trovato qui la consolazione, ma tu hai trovato il tormento. E non è tutto. Tra voi e noi è fissato un grande abisso, cosicché chi volesse passare da qui a voi non può farlo, né nessuno può passare dalla vostra parte a noi.”

Il nostro Signore ha anche sottolineato la “punizione eterna” dell’inferno: Quando Gesù parlò dell’ultimo giudizio e della separazione dei giusti dai malvagi, disse a questi ultimi: “Via dalla mia vista voi condannati, in quel fuoco eterno preparato per il diavolo e i suoi angeli” (cfr. Matteo 25,31 ss). Gesù parlò anche di “rischiare le fiamme della Gehenna” per i peccati gravi, come l’ira e l’odio (Matteo 5:21ss), e l’adulterio e l’impurità (Matteo 5:27ss).

In base a questa comprensione, noi crediamo che il peccato di Adamo ed Eva aveva chiuso le Porte del Paradiso. Le anime sante attendevano il Redentore nella terra dei morti, o inferno. Nostro Signore offrì il sacrificio perfetto per tutti i peccati morendo sulla croce, l’atto redentore che tocca tutte le persone di ogni tempo – passato, presente e futuro. Poi fu sepolto. Durante questo tempo, Egli discese tra i morti: la Sua anima, separata dal Suo corpo, si unì alle anime sante che aspettavano il Salvatore nella Terra dei Morti. Ricorda che San Paolo scrisse: “Egli ascese”, cosa significa se non che prima era disceso nelle regioni inferiori della terra? Colui che è disceso è lo stesso che è salito in alto sopra i cieli, per riempire tutti gli uomini dei suoi doni” (Efesini 4:9-10). La sua discesa tra i morti portò a compimento la proclamazione del Vangelo e liberò quelle anime sante che avevano atteso a lungo il loro Redentore. Le porte del cielo erano ora aperte, e queste anime sante entrarono nella felicità eterna godendo della visione beatifica. Nota: Gesù non ha liberato le anime dannate alla punizione eterna dell’inferno né ha distrutto l’inferno in quanto tale. Il Catechismo sottolinea l’importanza di questo evento: “Questa è l’ultima fase della missione messianica di Gesù, una fase condensata nel tempo ma vasta nel suo reale significato: la diffusione dell’opera redentrice di Cristo a tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi, perché tutti coloro che sono salvati sono stati resi partecipi della redenzione” (#634).

Un'”Antica Omelia” della Chiesa primitiva per il Sabato Santo coglieva questo evento: “Tutta la terra tace perché il Re dorme. La terra ha tremato ed è ferma perché Dio si è addormentato nella carne e ha risvegliato tutti coloro che hanno dormito da quando il mondo è iniziato. È andato a cercare il nostro primo genitore, come una pecora smarrita. Desideroso di visitare coloro che vivono nelle tenebre e nell’ombra della morte, è andato a liberare dal dolore i prigionieri di Adamo ed Eva, Lui che è sia Dio che il Figlio di Eva…. ‘Io sono il tuo Dio, che per amor tuo sono diventato tuo Figlio…. Io ti ordino, o dormiente, di svegliarti. Non ti ho creato per essere tenuto prigioniero nell’inferno. Risorgi dai morti, perché io sono la vita dei morti.”

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