Ecco tutti gli Emmy che ‘Game Of Thrones’ ha vinto (ma soprattutto perso)

71° Emmy Awards - Show

Peter Dinklage, Kit Harington, ed Emilia Clarke parlano sul palco durante il 71° Emmy Awards al Microsoft Theater il 22 settembre 2019 a Los Angeles, California. (Foto di Kevin Winter/Getty Images)

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Game of Thrones si è diretto agli Emmy di stasera come il drama più nominato di tutti i tempi con un record di 32 nomination, e aveva bisogno solo di un paio di vittorie per battere il suo vecchio record. Invece, ha perso molte più categorie di quante ne abbia vinte, e ha ottenuto solo un pareggio.

La stagione finale di Game of Thrones ha già vinto 10 Creative Arts Emmy (fotografia, suono, VFX, stunt, tra gli altri) mettendola a soli due dal vecchio record di 12 Emmy (anche questo stabilito da Game of Thrones) prima dello show di stasera. Queste tre vittorie per battere il record dovevano provenire da un pool di 14 nomination in sette categorie drammatiche.

Beh, ne ha vinte due.

Era in dubbio se gli Emmy avrebbero dato a Game of Thrones qualche vittoria “alla carriera”, data la sua lunga storia e il fatto che questa era la sua stagione finale. Ma la stagione 8, nonostante i suoi molti successi tecnici impressionanti, è stata per lo più stroncata dalla critica e dai fan insoddisfatti del modo in cui la serie è finita. E questo ha portato ad alcune grosse perdite in molte categorie affollate, ma anche a due vittorie degne di nota.

Ecco i premi che Game of Thrones ha portato a casa, e quelli che ha perso, a volte in modo sorprendente.

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Premio Attore in una serie drammatica per “Game of Thrones” sul palco durante il 71° Emmy Awards al Microsoft Theatre di Los Angeles il 22 settembre 2019. (Foto di Frederic J. BROWN / AFP) (Photo credit should read FREDERIC J. BROWN/AFP/Getty Images)

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Peter Dinklage ha vinto il suo quarto Emmy come miglior attore non protagonista per aver interpretato Tyrion Lannister, battendo i colleghi attori di Thrones Alfie Allen e Nikolaj Coster-Waldau nella stessa categoria. Non è un granché visto che ha vinto così tante volte per questo ruolo, ma ben meritato, ovviamente. Ha anche battuto Jonathan Banks (Better Call Saul), Giancarlo Esposito (Better Call Saul), Michael Kelly (House of Cards) e Chris Sullivan (This is Us).

Ecco una parte del discorso di Dinklage, che ha dovuto essere modificato per il linguaggio nella trasmissione in diretta:

Successivamente c’è stata una grande perdita di Thrones, degna di nota perché Julia Garner di Ozark è riuscita a battere quattro star di Game of Thrones nella categoria Miglior Attrice non protagonista, Lena Headey, Sophie Turner, Maisie Williams e Gwendoline Christie. Christie era forse la favorita dai fan per vincere data la sua performance nella stagione finale (Turner e Headey non hanno davvero avuto molto da fare nella stagione 8, quando tutto è stato detto e fatto). Non sono entusiasta di Ozark in generale, ma Julia Garner è davvero la star di quella serie. È possibile che quattro attrici di uno stesso show si siano divise il voto, quindi nessuna di loro ha mai avuto davvero una chance, ma chi lo sa. Non ha fatto male a Peter Dinklage.

Anche se non è stato nominato per nessun premio di scrittura, ci sono stati tre episodi di Game of Thrones nominati per la miglior regia, Il Trono di Spade, L’ultimo degli Stark e La lunga notte, letteralmente metà della stagione. E hanno perso tutti contro Jason Bateman che ha diretto un episodio di Ozark. Ozark, che ha messo a tacere Thrones sia nella regia che nell’attrice non protagonista. Un po’ selvaggio.

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Harington, Emilia Clarke, Gwendoline Christie, Nikolaj Coster-Waldau e Carice van Houten parlano sul palco durante il 71° Emmy Awards al Microsoft Theater il 22 settembre 2019 a Los Angeles, California. (Foto di Kevin Winter/Getty Images)

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Kit Harrington ha perso contro Billy Porter di Pose, il che non è esattamente uno shock, ma anche Emilia Clarke ha perso contro Jodie Comer in Killing Eve, il che mi ha sinceramente preso alla sprovvista. Pensavo che la Clarke avrebbe vinto. Non solo ha avuto una grande performance (uscendo da una stagione mediocre), ma Daenerys è stata il cuore di tutto lo show. E’ un po’ una seccatura, e significa che l’unica persona che abbia mai vinto un premio per la recitazione per Thrones, Peter Dinklage, è ancora l’unica ad aver vinto.

Ma alla fine, Game of Thrones è riuscito a strappare il premio più grande della serata, Miglior serie drammatica, battendo Better Call Saul, Bodyguard, Killing Eve, Ozark, Pose, Succession e This Is Us. Anche in questo caso, è qui che entra in gioco l’intera faccenda del “lifetime achievement”, dato che penso si possa tranquillamente dire che la stagione 8 è stata tutt’altro che la migliore (e molto peggiore di molte delle stagioni nominate di quegli altri show), ma la vittoria serve come tributo all’intera serie, al cast e alla troupe, anche se quasi tutti gli attori hanno perso stasera. Questa è la quarta volta che Thrones ha vinto il premio come miglior serie drammatica, quindi se ne va con una nota alta, avendo accumulato 59 Emmy tecnici e drammatici nel corso degli anni.

Mi mancherà Game of Thrones e vorrei sempre che finisse meglio, ma non mi dispiace che stasera abbia vinto il grande premio per tutti gli anni che ci ha dato. Ora, per quanto riguarda gli spin-off e i prequel…

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