La storia di Barba Blu

di Charles Perrault

La storia di Barba Blu è un racconto popolare francese pubblicato nel 1895 da Charles Perrault. I genitori di bambini piccoli sono avvisati, Barba Blu è un uomo malvagio che uccide le sue mogli, tranne la sua ultima, i cui fratelli la salvano e la sua famiglia vive felicemente. Presentiamo questa versione, più mite di quella raccontata dai fratelli Grimm.

Un'illustrazione del racconto La storia di Barba Blu dell'autore Charles Perrault
Un'illustrazione per il racconto La storia della barba blu dell'autore Charles Perrault

Un'illustrazione per il racconto La storia della Beard dell'autore Charles Perrault

C’era una volta un uomo che aveva belle case di città e di campagna, piatti d’oro e d’argento, mobili ricamati e carrozze dorate ovunque; ma purtroppo quest’uomo aveva una barba blu, che lo faceva sembrare così brutto e terribile, che non c’era donna o ragazza che non scappasse da lui. Una delle sue vicine, una signora di qualità, aveva due figlie perfettamente belle. Lui propose di sposare una di loro, lasciandole scegliere quale delle due gli avrebbe dato. Nessuna delle due lo volle, e lo mandarono da una all’altra, non potendo decidere di sposare un uomo con la barba blu. Ciò che aumentava la loro avversione per lui era che aveva già avuto diverse mogli e nessuno sapeva che fine avessero fatto.

CharlesBlue Beard, per coltivare la loro conoscenza, le portò, con la madre, tre o quattro dei loro amici più intimi e alcuni giovani che risiedevano nelle vicinanze, in uno dei suoi posti di campagna, dove passarono un’intera settimana. Non si pensava ad altro che a escursioni, caccia e pesca, feste, balli, intrattenimenti, colazioni; nessuno andava a letto; tutta la notte si passava in giochi e scherzi allegri. In breve, tutto andava così bene, che la figlia più giovane cominciò a scoprire che la barba del padrone di casa non era più blu come una volta, e che era un uomo molto degno. Subito dopo il loro ritorno in città il matrimonio ebbe luogo. Alla fine di un mese Barba Blu disse a sua moglie che era costretto a fare un viaggio, che avrebbe occupato almeno sei settimane, per una questione di grande importanza; che la pregava di divertirsi il più possibile durante la sua assenza; che avrebbe invitato i suoi migliori amici, portandoli con lei in campagna se le fosse piaciuto, e avrebbe tenuto una tavola eccellente ovunque.

“Ecco,” le disse, “le chiavi dei miei due grandi magazzini; queste sono le chiavi dei forzieri in cui sono conservati i piatti d’oro e d’argento, che si usano solo in occasioni particolari; queste sono le chiavi delle casseforti in cui tengo il mio denaro; queste aprono gli scrigni che contengono i miei gioielli; e questa è la chiave di accesso a tutti gli appartamenti. Quanto a questa piccola chiave, è quella dell’armadio in fondo alla lunga galleria, al piano terra. Apri tutto, e vai dappertutto tranne che in quel piccolo sgabuzzino, nel quale ti proibisco di entrare, e te lo proibisco così severamente, che se ti azzardassi ad aprire la porta, non c’è nulla che tu non abbia da temere dalla mia ira!” Lei promise di osservare implicitamente tutte le sue indicazioni, e dopo averla abbracciata, salì a cavallo e si mise in viaggio.

Charles I vicini e gli amici della giovane sposa non aspettarono il suo invito, tanto erano ansiosi di vedere tutti i tesori contenuti nella villa, non avendo osato entrarvi mentre il marito era in casa, tanto erano terrorizzati dalla sua barba blu. Guardateli correre immediatamente attraverso tutte le stanze, gli armadi e i guardaroba, ogni appartamento superava l’altro in bellezza e ricchezza.

CharlesSalirono poi nei magazzini, dove non potevano ammirare a sufficienza il numero e l’eleganza degli arazzi, dei letti, dei divani, degli armadi, degli stand, dei tavoli e degli specchi in cui potevano vedersi da capo a piedi, e che avevano cornici alcune di vetro, altre d’argento e altre di metallo dorato, più belle e magnifiche di quanto si fosse mai visto. Non smettevano mai di ingrandire e invidiare la fortuna della loro amica, che nel frattempo non si divertiva minimamente alla vista di tutti questi tesori, a causa della sua impazienza di aprire l’armadio al piano terra.

Charles La sua curiosità aumentò a tal punto che, senza riflettere su quanto fosse scortese lasciare la sua compagnia, corse giù per una scala posteriore con una tale fretta che due o tre volte sfuggì per un pelo di rompersi il collo. Arrivata alla porta dello sgabuzzino, si fermò un momento, ripensando al divieto del marito e che qualche disgrazia poteva capitarle per la sua disobbedienza; ma la tentazione era così forte che non poteva vincerla. Prese quindi la piccola chiave e aprì, tremante, la porta dell’armadio. All’inizio non poté scorgere nulla, le finestre erano chiuse; dopo poco tempo cominciò a percepire che il pavimento era tutto coperto di sangue raggrumato, in cui si riflettevano i corpi morti di diverse donne sospese contro le pareti. Erano tutte le mogli di Barba Blu, che si erano sgozzate una dopo l’altra. Era pronta a morire di paura, e la chiave dell’armadio, che aveva tolto dalla serratura, le cadde di mano.

Dopo aver ripreso un po’ i sensi, raccolse la chiave, richiuse la porta a chiave e salì nella sua camera per ricomporsi; ma non ci riuscì, tanto era agitata. Avendo notato che la chiave dell’armadio era macchiata di sangue, la pulì due o tre volte, ma il sangue non veniva via. Invano la lavò, e la strofinò anche con sabbia e pietre, il sangue era ancora lì, perché la chiave era incantata, e non c’era modo di pulirla completamente: quando il sangue veniva lavato via da una parte, tornava dall’altra.

Charles Barba Blu tornò la sera stessa, e disse che aveva ricevuto delle lettere sulla strada che lo informavano che l’affare in cui stava andando era stato risolto a suo vantaggio. Sua moglie fece di tutto per convincerlo che era felice del suo rapido ritorno. La mattina dopo lui le chiese di nuovo le chiavi; lei gliele diede; ma la sua mano tremava così tanto che lui non ebbe molte difficoltà a indovinare cosa fosse successo.

“Come mai”, disse, “la chiave dell’armadio non è con le altre?”

“Devo averla lasciata”, rispose lei, “di sopra sul mio tavolo”. “Non mancare”, disse Barba Blu, “di darmela subito”. Dopo varie scuse, fu costretta a produrre la chiave. Dopo averla esaminata, Barba Blu disse a sua moglie,

“Perché c’è del sangue su questa chiave?”

“Non lo so,” rispose la povera moglie, più pallida della morte.

Charles“Non lo sai?” replicò Barba Blu. “Lo so abbastanza bene. Dovete entrare nell’armadio. Bene, signora, ci entrerete e andrete a prendere il vostro posto tra le signore che avete visto lì.”

Si gettò ai piedi del marito, piangendo e implorando il suo perdono, con tutti i segni del vero pentimento per avergli disobbedito. La sua bellezza e la sua afflizione avrebbero potuto sciogliere una roccia, ma Barba Blu aveva un cuore più duro di una roccia.

“Dovete morire, signora”, disse lui, “e subito.”

“Se devo morire”, rispose lei, guardandolo con occhi lucidi, “datemi un po’ di tempo per dire le mie preghiere.”

“Ti do mezzo quarto d’ora”, rispose Barba Blu, “ma non un minuto di più.”

Appena lui l’ebbe lasciata, chiamò sua sorella e le disse: “Suor Anna” (perché così si chiamava), “vai su, ti prego, in cima alla torre, e vedi se i miei fratelli non stanno arrivando. Mi hanno promesso che sarebbero venuti a trovarmi oggi; e se li vedi, fagli segno di affrettarsi.”

Charles Suor Anna salì in cima alla torre, e la povera creatura angosciata la chiamava di tanto in tanto: “Anne! sorella Anne! non vedi arrivare nulla?”. E suor Anna le rispondeva: “Non vedo altro che il sole che fa polvere e l’erba che cresce verde”. Nel frattempo Barba Blu, con una grande sciabola in mano, chiamò con tutte le sue forze la moglie: “Scendi in fretta, o verrò lassù.”

“Ancora un minuto, se vuoi”, rispose la moglie; e subito ripeté a bassa voce: “Anne! sorella Anne! non vedi arrivare niente?”. E suor Anne rispose: “Non vedo altro che il sole che fa polvere e l’erba che cresce verde.”

“Scendi presto,” ruggì Barba Blu, “o verrò lassù.” “Vengo”, rispose la moglie, e poi esclamò: “Anne! Sorella Anne! Non vedi arrivare nulla?”. “Vedo”, disse sorella Anne, “una grande nuvola di polvere che si muove da questa parte”. “Sono i miei fratelli?”

“Ahimè, no, sorella, vedo un gregge di pecore.”

“Non vuoi scendere?” gridò Barbablù.

“Ancora un minuto”, rispose la moglie, e poi gridò: “Anna! Sorella Anna! Non vedi niente?” “Vedo”, rispose lei, “due cavalieri che vengono da questa parte; ma sono ancora a grande distanza.”

“Sia lodato il cielo!” esclamò un momento dopo.

“Sono i miei fratelli! Sto facendo tutti i segni che posso per affrettarli”. Barba Blu cominciò a ruggire così forte che tutta la casa tremò di nuovo. La povera moglie scese, e andò a gettarsi, con gli occhi lucidi e le trecce scompigliate, ai suoi piedi.

Charles “Non serve a niente,” disse Barba Blu. “Devi morire!” Poi, afferrandola per i capelli con una mano e alzando la sciabola con l’altra, stava per tagliarle la testa. La povera moglie si voltò verso di lui, e fissando su di lui i suoi occhi morenti, lo implorò di concederle un breve momento per riprendersi.

“No, no,” disse lui; “raccomandati di cuore al cielo.” E sollevando il braccio… In quel momento si bussò così forte al cancello, che Barba Blu si fermò di colpo. Fu aperto, e subito si videro entrare due cavalieri che, sguainate le spade, corsero dritti verso Barba Blu. Egli li riconobbe come i fratelli di sua moglie, uno era un dragone, l’altro un moschettiere, e quindi fuggì immediatamente, nella speranza di scappare; ma essi lo inseguirono così da vicino, che lo raggiunsero prima che potesse raggiungere il gradino della porta, e, trapassandogli le spade, lo lasciarono morto sul posto.

La povera moglie era quasi morta come suo marito, e non aveva la forza di alzarsi e abbracciare i suoi fratelli. Si scoprì che Barba Blu non aveva eredi, e così la sua vedova rimase in possesso di tutti i suoi beni. Ne impiegò una parte per far sposare sua sorella Anne con un giovane gentiluomo che l’amava da tempo; un’altra parte per comprare le commissioni dei capitani per i suoi due fratelli, e con il resto si sposò con un uomo molto degno, che le fece dimenticare il tempo miserabile che aveva passato con Barba Blu.

Provided one has common sense,And of the world but knows the ways,This story bears the evidenceOf being one of bygone-days.No husband now is so terrific,Impossibilities expecting:Though jealous, he is still pacific,Indifference to his wife affecting. And of his beard, whate'er the hue,His spouse need fear no such disaster;Indeed, 'twould often puzzle youTo say which of the twain is master.CharlesCharles

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